FRANCESCA BIGOLIN

La Sciamana della Bellezza

Chi è Francesca?

‘’Quando l’allievo è pronto, il maestro appare’’

proverbio buddista

Se vuoi scoprire i servizi offerti da Francesca clicca qui, altrimenti puoi approfondire il suo percorso olistico continuando a leggere questa pagina.

Sono nata nel 1984 in un piccolo paese in provincia di Padova.

Unica figlia di una giovane coppia di sposi con il progetto comune di fare una famiglia, e lavorare sodo per creare le migliori opportunità per il futuro; un copione normale, volevano darmi tutto quello che loro non avevano avuto, compresa l’opportunità di studiare.

Ed io…non ho mai creato problemi fino a circa 10 anni, questo, almeno, è quello che si racconta di me.

Io mi ricordo di essere stata sempre abbastanza solitaria, attenta a non disturbare troppo; innamorata di mio padre con cui giocavo spesso, sempre un po’ in conflitto con mia madre. Anche tra loro litigavano spesso e questo mi rattristava, l’unica cosa che desideravo era che si occupassero di me e che fossimo felici. Ma questo non sempre è ‘abbastanza semplice’ da accadere.

E allora ho iniziato presto a farmi domande, a confidarmi con il mio cane, a occuparmi degli animali feriti, ma anche a cercare un po’ di sfogo fuori casa e ad ogni buona occasione chiedevo il permesso per andare da qualche amichetta, fuoriuscire, insomma.

L’occasione che ricordo come la più bella,  in cui erano gli altri a venire da me, era per il mio compleanno, in febbraio, quando arrivava anche il carnevale. Dopo la festa, puntualmente, io mi ammalavo e non potevo uscire mascherata da fatina. Eppure mio padre, sarto, confezionava con amore i miei costumi..perché succedeva cosi?

Io volevo capire tutto, sono sempre stata molto curiosa: volevo sapere anche cosa c’era un po’ più sopra delle stelle, dopo il cielo, per capirsi!

Mi ricordo ancora l’espressione dei miei genitori quando, fissando il lampadario della cucina dove girava rumorosamente una cimice, ho fatto loro questa domanda sul cielo e più su: mi hanno risposto che non dovevo farle certe domande, che dovevo pensare a mangiare e stare tranquilla! E da allora ho continuato circa cosi, a fare quello che dovevo fare cercando di stare tranquilla, ma non ho mai smesso di farmi domande.

A scuola sono sempre andata bene senza particolari sforzi, mi piaceva conoscere, scrivere, colorare; e non ho mai avuto problemi a socializzare, anzi! Non mi è mancato niente e sono stata la coccola di molti tra maestre e parenti.

Tra tutto, pero, io preferivo assolutamente i libri! Il mio grande e vero rifugio dove non sentirmi sola e limitata nella fantasia e nella ricerca di risposte; mi ricordo ancora alcune storie lette nei posti più improbabili mentre dovevo in realtà fare altro, anche semplicemente dormire. E ho passato mezza vita in biblioteca.

Poi ci sono state alcune figure anziane che mi hanno accompagnata e consolata  dicendomi che una volta cresciuta sarebbe stato tutto risolto e avrei potuto fare di testa mia: una zia bellissima che faceva la camomilla in casa e mi diceva di lanciare le ciabatte per vedere se cadevano a testa in giù, presagio di buone nuove.

Ad un certo punto il mio atteggiamento si è trasformato in una ricerca infinita di identità; non corrispondevo a niente e a nessuno, che stranezza. Maestri e professori  dicevano che ero più matura della mia età, ma anche che potevo fare e dare molto di più, che non capivano perché mi tenessi tanto in disparte.  

Quante domande! Sempre tante, troppe domande.

Sono sempre stata attratta dalle novità: ho imparato a riconoscere che appena si affaccia all’orizzonte qualcosa di nuovo io mi ci devo cimentare. E’ stato cosi per il liceo sperimentale che ho fatto, per alcuni scambi interculturali fatti, per il corso universitario nuovo al quale mi sono iscritta. Belle esperienze.

Ho sempre vissuto con la sensazione che ci dovesse essere qualcosa di più, sentendomi anche un po’ in colpa per essere sempre in parte insoddisfatta. I progetti dei miei genitori per me non erano attrattivi e vivevo ogni novità come un tentativo di liberazione.

Ho anche provato a fidanzarmi, pensavo che forse in due saremmo riusciti a costruire qualcosa di bello a modo nostro…ma non ha funzionato. Io volevo scrivere e conoscere il mondo, e ci sarei riuscita, ma il mio compagno non aveva i miei stessi bisogni.

Forte anche della psicologia, che sentivo dalla mia parte visto che mi incoraggiava a seguire le mie pulsioni e a ribellarmi agli schemi imposti da famiglia e societa’.

A 18 anni, inoltre, ho incontrato un vecchio professore che sembrava finalmente capirmi e incoraggiarmi ad essere libera contro tutto e tutti; e potevo fare tutto; volevo scrivere, viaggiare, fare ricerche sul mondo. Anche senza un ragazzo.

Anche lontano dai miei genitori che non erano stati d’accordo su niente che venisse da me, niente liceo artistico, niente partite o allenamenti di basket e pallavolo, niente film con le amiche, niente motorino. E allora mi sarei ripresa tutto, a parte il motorino che ormai avevo sostituito con la macchina. La mia convinta fase di ribellione.

Mi sono laureata, sono andata a vivere da sola, ho lavorato principalmente come cameriera per sostenermi; ho anche tentato di inseguire una fantomatica carriera internazionale, convinta che avrei trovato il mio ruolo in qualche istituzione di giustizia e magari che sarei riuscita a conciliare una famiglia nel mio progetto visto che le pari opportunità cominciavano ad essere di moda, ma ero disposta ormai anche a fare strade diverse.

Ho fatto volontariato in moltissimi ambiti, dando forse un po’ di tempo ma ricevendo molto di più ogni santa volta, soprattutto la conferma che non c’è nessun potere in grado di stabilire differenze. Solo scambio di esperienze.

Sono sempre stata molto confusa su chi volessi diventare e mi sono sempre persa piuttosto nell’essere, senza capire che magari sono due facce della stessa medaglia. Mi sono intrattenuta in relazioni dove cercavo me stessa; affascinanti mondi quelli degli incontri con altri esseri umani, sempre più identificati di me in qualche gruppo, passione o credo politico. Io osservavo tutto e tutti, e scrivevo nei diari le mie domande e gli spunti che trovavo tra le pagine di qualche libro o in qualche strana conversazione.

Nel 2008, dopo la laurea, volevo andare in Africa per dare un senso alla mia vita (eh gia’), e solo una guerra civile me l’ha impedito.

Ho cosi continuato a studiare e lavorare e a vivere da sola a Padova, continuando ad interrogarmi, partendo appena possibile per qualche mese di Spagna o Inghilterra, riavvicinandomi un po’ alla volta alla mia famiglia che non ha mai smesso di seguirmi da lontano e rendendomi conto di essere molto fortunata per il sostegno negato o ricevuto: loro comunque ci sono, nel bene e nel male. Forse l’amore è anche questo.

Nonostante ciò, sono partita per un servizio di volontariato in Peru, credendo ancora una volta di aver trovato la soluzione della vita: la cooperazione internazionale, viaggiare e schierarmi dalla parte dei più deboli.

Restavo brava…ma più libera, a mio parere. Ho sempre lottato tra il desiderio di compiacere gli altri e quello di compiacere me stessa nel confronto con il mondo.

E di nuovo mi sono immersa in incontri con mondi diversi, dai colori e profumi diversi, che però non erano più i miei. Ormai mi riconoscevo in fuga, anche e soprattutto da me stessa. E improvvisamente mi mancava casa e tutto quello che avevo rifiutato, anche una storia normale, le litigate con i miei, un cane. ‘’Senza radici non si vola’’, un bellissimo libro che ho portato con me in Honduras, altra esperienza lavorativa che mi fatto molto riflettere e grazie alla quale ho deciso di fermarmi, tornare a casa, e riprendere il contatto con le mie radici.

Ho sempre sognato tanto e costruito poco, o comunque sono sempre fuggita da quelli che mi sembravano limiti, dalle certezze che mi apparivano noiose, pur avendone bisogno, come tutti. Per poi tornare punto e a capo, prove ed errori.

Infine, quando le risposte dei libri e della psicologia non mi sono più bastati, ho cercato risposte in quel dio a cui non ero mai riuscita a dare un volto e sentire presente nelle chiese che ho smesso presto di frequentare. Ho incontrato la parola spiritualità e ho iniziato altre indagini; se avevo preso 30 all’esame di storia delle religioni voleva dire che avevo capito qualcosa sul fatto che non esiste un’unica verità.

Infine la teoria della fisica quantistica, le terapie energetiche, gli angeli; ho provato diversi percorsi per trovare delle risposte, corsi e pratiche diversi e che all’inizio mi sembravano quelli giusti, per ultima una scuola di pranopratica che mi ha dato molto; cercando sempre un modo per vivere e non sopravvivere in questo mondo, che ho capito essere sempre  più vasto, più ricco, più complesso.

L’idea della vera felicità continuava a tormentarmi dimostrandomi nella quotidianità quanto costasse anche solo tendere verso essa, compreso il peso di veder soffrire chi mi aveva messa al mondo in nome di quella stessa idea.

Quanti pianti, quante risate, quanti volti, quanti tentativi e quante cadute.

Curioso che oggi, dopo più di 30 anni di cammino su questo pianeta più o meno al loro fianco, le cose continuino a essere cosi; e insieme a me anche i miei genitori vivono tutto questo mio tormento interiore ed esteriore, cambiando con me, loro malgrado.

Ultima tappa narrabile in questa biografia, l’incontro ‘’casuale’’ con la Tribe di Love Shaman Way, nel 2016, dove tutta quella comprensione che forse mi è mancata, quella visione di un mondo diverso e più bello, dove le storie degli anziani contano, i sogni di ognuno contano quando rispettano quelli di tutti, dove si tiene conto dell’amore e lo si applica alla vita in tutti i suoi aspetti, nel lavoro, nelle relazioni, nella salute.

Dove non esiste il giudizio e ci si sperimenta ogni giorno nei valori dell’amicizia, dell’impegno, dell’essere se stessi, rispolverando i proprio talenti, spronandosi a dare il proprio più bel contributo al bene comune, dove si ricerca un buen vivir che credevo considerato solo in qualche costituzione latinoamericana romantica e non mia, fuori da ogni logica di potere.

Ho iniziato ad avvicinarmi a questa piccola e grande tribe sempre di più, fino a vedermi in faccia, grazie al contributo di ognuno di questi fratelli spirituali, riconoscendomi divisa in mille frammenti e pure unificata nell’unico mio essere Francesca, anche se spaventata, anche se altezzosa e in difesa, anche se…mplicemente imperfetta.

E l’ho fatto offrendo il mio presunto talento; per loro sto iniziando a scrivere alcuni articoli, ma conto di sviluppare insieme a loro molti altri progetti che condividano la stessa filosofia dell’amore e della felicita e di un mondo migliore, insieme a tutte le persone che come me hanno continuato a cercare se stesse nel mondo e hanno avuto il coraggio di mettere e rimettere in discussione le loro credenze limitanti, ascoltando la loro voce interiore, guidata dall’esperienza e dai talenti di ognuno e soprattutto dai maestri Prem e Mama che ci sono passati per primi e hanno pensato e creato questa azienda olistica in Italia, per cambiare nel quotidiano tutto quello che oggi non è più sostenibile, con il sostegno delle meravigliose pratiche sciamaniche che hanno saputo dare delle risposte anche a me.

Mi entusiasma la liberta e l’umanità di questa azienda innovativa e voglio dare il mio contributo affinché cresca e contamini più persone possibili con la sua vena creativa e lucidamente magica.

RINGRAZIO I MIEI GENITORI, ME STESSA, PREM, MAMA E MICHELANGELO, GLI ALTRI COMPONENTI INIMITABILI DELLA TRIBE, LA VITA, E TUTTE LE PERSONE CHE CI INCONTRERANNO NELLA LORO PERSONALE RICERCA DELLA FELICITA’. E TUTTE LE PERSONE AMICHE CHE MI HANNO AIUTATA NEL PROCESSO CHE MI HA PORTATO OGGI A SCRIVERE QUESTE PAGINE.

Ho avuto tanto sostegno, spero di poter ricambiare almeno alla pari.

Benvenuto nella mia Tribù, benvenuto in Love Shaman Way.

Con infinito amore, da cuore a cuore,

Francesca Bigolin

Quello che sono oggi

Membro della Love Shaman Way Tribe,

Operatrice olistica in Sciamanesimo in formazione,

Operatore del trattamento sciamanico Rei-Sha-NiⓇ,

Conduttrice di Cerchi Sciamanici,

Copy Writer,

Libera ricercatrice spirituale

I Servizi che propongo

Impariamo a viaggiare nel Mondo Interiore per risolvere i problemi della vita quotidiana.

Un percorso alla scoperta di sè stessi attraverso dei Cerchi Sciamanici con cadenza settimanale che ti porteranno a vedere le parti “nascoste” dentro di te, trovare le risposte ai problemi che affliggono la tua vita quotidiana, diventare consapevole di quegli schemi mentali che ti limitano, per poterli finalmente lasciare andare e iniziare a vivere pienamente nell’Amore e nella Felicità.

Un tocco dolce e continuo. Le mani che si appoggiano sul corpo e rimangono immobili sino a quando serve. Canalizzando energie e permettendo di operare nel bene supremo.

Le vibrazioni del tamburo sciamanico, delle vocalizzazioni, della piuma che leggera ti accarezza e ti pulisce. Tutto ciò si fonde in modo armonioso in questo trattamento dolce e delicato, ma allo stesso profondo, in grado di stimolare la tua naturale capacità di auto-guarigione.

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