MAMA: LA MIA STORIA

La via dello sciamano è quella di accettare ogni giorno e ogni momento così com’è senza cercare di controllarlo, ma fluire con esso sapendo che il vostro sé superiore vi guiderà verso chi siete veramente.

DON JUANITO (sciamano Ayahuasquero)

BALLERINE, MUSICA E POCHE PAROLE

1°step

La mia infanzia e la mia bellissima famiglia.

Guardare le foto di quando ero piccola mi dà sempre una sensazione particolare, oltre che ricordi, emozioni… credo sia così un po’ per tutti. E pensare che quella creatura così fragile, che iniziava a scoprire il mondo, poi si è evoluta, si è trasformata e, soprattutto, è cambiata profondamente.

Il percorso evolutivo passa attraverso onde di metamorfosi, spesso anche conflittuali e dolorose, finché poi si sboccia in un adulto consapevole. Allora guardi indietro e riguardi con affetto tutti i passi che quella bambina ha compiuto per conoscersi, scoprirsi e diventare donna.

Mia mamma spesso mi ricorda che quando ero nella pancia l’unico modo per non farmi calciare era la musica classica. Appoggiava le cuffie sul pancione ed io magicamente mi rilassavo. La musica per me è un’emozione viscerale, oggi mi basta accenderla e subito mi connetto. Da piccola posso dire che la musica è stata un prezioso veicolo di rilassamento e di gioia.

A passi di musica classica ho danzato dai 4 ai 18 anni unendo anche la danza ritmica, mi piacevano! La danza è stata davvero una grande amica per me! Grazie a lei ho potuto conoscere il mio corpo, sviluppare l’elasticità e l’eleganza dei movimenti e soprattutto esprimermi.

Anche se oggi non si direbbe proprio, allora ero una bambina davvero molto timida, riservata, di poche parole, per questo la danza era perfetta per me, potevo esprimermi senza parlare!

PAPERINA, PENNELLI, FAI LA BRAVA!

2°step

Io ballerina di danza classica e ritmica. Un giorno a cavallo. A tiro con l’arco.

Ricordo che a scuola ero sempre la ‘pecora nera’, persino i miei compagni mi vedevano così perché non parlavo molto e stavo spesso con quei bambini che il gruppo dei più forti emarginava. Mi sentivo un po’ come la paperina in quella filastrocca: Lo sai che i papaveri sono alti, alti, alti e tu sei piccolina, sei nata paperina che cosa ci vuoi far? Te la ricordi? Infatti, alle elementari a forza di sentirmi dire che ero stupida e incapace, ci avevo creduto per davvero e mi ero ammutolita, non parlavo più.

Anche se studiavo quando mi interrogavano io non rispondevo e non parlavo, perché tanto mi ripetevano sempre che quello che dicevo era sbagliato e che ero stupida e mentalmente molto indietro. Addirittura dicevano che se avessi finito le medie sarebbe stato un passo da gigante per me e che non avrei potuto scegliere altro che una scuola tecnica dove, se fossi stata promossa, avrei avuto almeno un titolo per lavorare.

Avevano già deciso per me che con le poche capacità che avevo non avrei mai potuto affrontare l’università. All’epoca mi ero proprio convinta che non fossi né intelligente né tantomeno in grado di fare nulla di importante per la mia vita.

Poi sono arrivati i pennelli, la scultura, il disegno grafico.

A dispetto di tutto scelsi il Liceo Artistico e cominciai a superare il condizionamento della stupidità, grazie anche all’appoggio di un ex professoressa universitaria che aveva lasciato l’università per dedicarsi ai ragazzi delle superiori. Ebbene in matematica i miei voti erano sempre 9 o 10, una delle poche studentesse perché questa insegnante era davvero bella tosta! Eppure anche questo successo non bastava c’era sempre qualcuno che doveva dirmi come essere.

“Fai la brava”

La brava bambina, la brava figlia, la brava alunna, la brava in tutto…!

Questo è stato un altro forte condizionamento che non mi faceva esprimere per ciò che ero, tutt’altro, continuavo a fare solo ciò che volevano gli altri con la convinzione che in questo modo sarei andata bene a tutti. Nessuno mi avrebbe mai potuto dire che non andavo bene, perché facevo tutto ciò che gli altri volevano da me.

La mia evasione erano le passeggiate con i Boy-Scout, dove potevo sentirmi davvero a mio agio, anche perché dalla città entravo finalmente in contatto con la natura, l’occasione perfetta grazie alla quale iniziai a percepire la sua magica energia.

IL BUCO NERO, LA DOMANDA, LO SCIAMANESIMO

3°step

I miei tre nei nel viso. Una smorfia di disappunto.

L’Università ha segnato per me una grande metamorfosi. Quell’animo creativo che era in me cominciava pian piano a nascondersi sotto le geometrie perfette del corso di ingegneria edile.

Sono sempre stata affascinata dallo spazio infinito dell’universo, dalla musica, dall’arte, dalla libertà di vivere in armonia, dal piacere del condividere tutto ciò con altre persone, specialmente con i bambini di cui mi occupavo durante i campiscuola estivi. Ad Ingegneria sono diventata sofferente alla mia situazione di vita e al modo di vivere impostomi dalla società.

Il ‘fai la brava’ in quel contesto si era come amplificato. Sicuramente incentivato da quel senso di competizione tra noi studenti e quella tensione che si creava, non tanto per la paura degli esami, quanto per la stupida ostentazione di farsi vedere appunto uno più bravo dell’altro.

Oltretutto, da studentessa era ancora più difficile farsi riconoscere. Mentre oggi i banchi di ingegneria sono occupati da molte ragazze, quando mi sono iscritta io eravamo pochissime, ci contavamo sulle dita.

La soluzione è stata trasformarmi in un ragazzo, mi atteggiavo persino da tale, per essere alla pari dei miei colleghi e farmi ascoltare. La mia riservatezza e timidezza, che da bambina trovavano sfogo nell’arte e nella natura, all’università diventarono più acute, tanto che ad un certo punto entrai in un buco nero.

Blocco completo: non studiavo più perché mi sentivo schiacciata e non capita e stavo odiando ciò che studiavo. Lavoravo al tabacchi dei miei genitori e mi ero chiusa lì a fare la commessa. Ad un certo punto però le cose che avevo fatto sino a quel momento con accettazione, erano diventate stranamente difficili da accettare, pesanti e quasi futili. Litigavo con le persone vicine per il mio malessere interiore e per di più finì la mia storia con il ragazzo che credevo sarebbe stato l’amore della mia vita.

Mi ero isolata e mi avevano isolato perché era troppo difficile starmi vicino.

La mente spesso ha bisogno di crisi forti per attivarsi al cambiamento. Quel blocco è stato per me la svolta decisiva verso una nuova metamorfosi. In quel periodo iniziai a chiedermiChi sono io, veramente?”.

Allora iniziai la ricerca per capire se ci fosse un modo diverso di vedere la vita, per capire come in altri parti del mondo pensassero ed agissero davanti alle grandi prove dell’esistenza. Una strana gioia interiore iniziò a nascere in me, una ritrovata armonia dell’anima, solo per aver ridefinito un nuovo intento per me stessa: vivere una nuova vita! Questo intento mi ha guidato verso l’inizio di un percorso di consapevolezza che mi ha portato ad incontrare lo Sciamanesimo ed il maestro prem Antonino.

IL VIAGGIO SCIAMANICO, LA SCATOLA CHIUSA, IL RISVEGLIO DEI SENSI

4°step

I miei spazi interiori.

La prima cosa su cui ho lavorato con lo Sciamano prem Antonino è stata la cosidetta ‘ristrutturazione del Sé’, che agisce sulle credenze e sui condizionamenti limitanti, attraverso dei profondi lavori che facevano uso di diverse tecniche di meditazione, attive e passive. Una di queste tecniche, quella centrale della tradizione sciamanica è il Viaggio Sciamanico.

Attraverso il suono ritmico del tamburo lentamente ti lasci andare e viaggi tra i vari mondi sottili, quello di ‘Sotto’, di ‘Mezzo’ e quello ‘Superiore’. Questi viaggi ti portano a scoprire di più su te stesso, su quello che è importante per te e a connetterti con le energie. A me sembrava tutto magico, ma non riuscivo a vedere nulla. Per più di un anno mi sono ostinata a vedere, ma niente, all’inizio il buio completo, ero dentro una scatola chiusa, la scatola dell’ingegnere.

Mi accorsi che era il modo in cui avevo programmato la mia mente. Infatti, a tutti coloro che dicono di non vedere niente durante la meditazione o il viaggio sciamanico e quindi pensano che queste tecniche non sono per loro, rispondo che non è così, anzi tutt’altro. Primo perché anch’io mi ostinavo a vedere.

Poi ho realizzato che l’uomo possiede altri sensi oltre quello della vista. Infatti, cominciai a concentrarmi sulle sensazioni corporee, ed erano davvero forti. Spesso mi capitava di tremare e di sentire delle intense scariche ellettriche. La mia anima aveva capito che doveva comunicare con me attraverso il corpo, tanto che ad un certo punto ero in grado di tradurre le sensazioni corporee in messaggi portatori di un significato utile per me. Scesi dalla mente al cuore e passai dal capire al comprendere.

Piano piano la mente lasciò andare le famose scatole dell’ingegnere. All’inizio vedevo sfocato, poi sempre più chiaramente. La determinazione e la disciplina mi hanno aiutate molto in questo percorso, ero spinta dalla mia voce interiore che mi diceva che c’era un’altro modo di vivere. Sapevo che c’era qualcosa di differente per me.

La mente ha bisogno di un’ancora per abbandonarsi e fare il salto. La mia è stata la fiducia che riponevo nel mio maestro, tanto che mi sono abbandonata agli insegnamenti di prem e ho visto me stessa, la vera Alessia.

DRAGONI, DEE E ANIMALI GUIDA

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I miei simpatici dragoni. Il mio animale guida. Io abbracciata ad una grande anima, Daniel Meurois.

Mi sono aperta ad un mondo magico, che si è svelato mostrandomi luci ed ombre di me stessa. Ho incontrato faccia a faccia il mio Dragone più grande, il mio giudice interiore. Quello che mi ha fatto sentire sempre inadeguata, mai abbastanza sicura di me stessa. Ed ho incontrato anche le Dee, riscoprendo quelle qualità femminili che avevo allontanato da me per crearmi una maschera credibile per sopravvivere nell’ambiente competitivo in cui studiavo. Durante uno dei viaggi sciamanici ho trovato il mio animale guida, quello che mi é stato sempre accanto fin dall’inizio.

Ho poi proseguito nel percoso sciamanico seguendo il metodo di insegnamento di prem Antonino che attinge dalle antiche tradizioni sciamaniche dei nativi della Terra.

Lentamente, ma giorno dopo giorno, notavo che accadevano dei piccolo miracoli, la mia consapevolezza si espandeva. Ed Ingegneria? Ho affiancato agli studi di ingegneria questi nuovi e affascinanti insegnamenti. Mi sono laureata, bel riscatto no? In più ho iniziato il lungo percorso delle Antiche Terapie Egizio-Essene e Lettura dell’Aura. Ho conseguito il Master di ReikiUsui e mi sono certificata come Operatore in tecniche di Kriya Yoga.

Nel 2013 ho deciso di far nascere Love Shaman Way insieme allo sciamano prem Antonino svolgendo il ruolo di operatrice olistica, nonchè sciamana.

LA SCIAMANA DELLA GIOIA

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Io con prem Antonino. Disegni sacri del capodanno sciamanico. Con il mio tamburo e trattamenti.

Il mio nome da sciamana è mama Alessia, e quella bambina che danzava, colorava ed esplorava la natura ora è felice, perché può esprimersi pienamente. Niente più chiusure o timidezza, oggi io so chi sono ed ogni volta entro sempre più in profondità. Gli esseri di luce e il mio animale guida mi parlano costantemente affiché possa essere sempre in armonia con me stessa e con tutto ciò che mi circonda.

Ho scelto il nome “mama” perché evoca la dolcezza, l’accoglienza, il senso materno, l’apertura al prossimo, tutte qualità che come hai letto in questo racconto ho dovuto conquistare combattendo i miei dragoni interiori e riscoprendo la Dea in me. Mi definisco una sciamana che vive il suo tempo con gioia, amore e infinita gratitudine.

Oggi sono qui per donarti la stessa opportunità che ho avuto anch’io: riscoprire la tua essenza, migliorare e vivere in armonia e fluidità!

Lo scopo di ogni esistenza è di essere felici, puoi esserlo anche tu!

Il percorso sciamanico è per tutti quelli che credono nella magia, nelle favole, ai dragoni buoni e alle Dee, per chi crede negli animali guida, nel potere della Natura di comunicare con noi e nel proprio potere personale. Chi crede e ha speranza e disciplina vedrà, così come ho visto anch’io e risveglierà la gioia in sé!

Con amore,

mama Alessia

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