In questo nostro appuntamento voglio raccontarti di spiriti ed entità che popolano sia la realtà ordinaria, quella che sei abituato a vivere, sia quella non ordinaria alla quale accedono gli sciamani. Mettiti comodo perché sarà un racconto più lungo ed intenso del solito, anche perché ci addentreremo in un argomento che tocca alcune delle nostre credenze più convenzionali.

Tutti gli esseri umani sono connessi alle forze presenti in natura e tutto ha uno spirito

Quando parliamo di spiriti, il principio fondamentale dello sciamanesimo prevede che tutti gli esseri umani siano parte integrante della natura e connessi a tutte le forme presenti sulla Terra. Da qui la capacità di entrare in contatto con gli spiriti e saper dialogare con loro.

Il secondo principio alla base della tradizione sciamanica è che tutti gli esseri, animati o inanimati, abbiano uno spirito personale, o anima. Lo sciamano crede perciò che, dopo la morte, l’anima continui ad esistere come esisteva già prima dell’incarnazione in un corpo fisico.

E da qui derivano molte delle mie esperienze personali di contatto con gli spiriti, fra cui quelle che avvengono durante il lavoro di accompagnamento ai morenti, che puoi approfondire in questo articolo.

Realtà ordinaria e non ordinaria: dove si entra in contatto con gli spiriti?

Lo stato ordinario di coscienza porta alla percezione della realtà attraverso i nostri cinque sensi. Si tratta della realtà che viviamo quotidianamente. Ma nello sciamanesimo non è l’unica, e non è nemmeno la sola che si può vivere così realmente.

Nello stato non ordinario di coscienza, infatti, gli sciamani percepiscono tutto ciò che esiste in quel frangente come la realtà. Può trattarsi di presenze, forme o sintomi. Entrambi i luoghi, ordinari e non, sono vissuti dallo sciamano come realtà vere e proprie e vengono distinti solo per i diversi tipi di informazioni e fonti di informazione che ivi sono contenuti. Nella realtà ordinaria le informazioni sono date perlopiù da presenze fisiche ed energetiche, mentre nella realtà non ordinaria esclusivamente da fonti energetiche.

Una delle caratteristiche dello sciamano è quindi proprio quella di sapere come passare da una realtà all’altra molto facilmente allo scopo di recuperare informazioni utili per sé stesso o per gli altri.

Il viaggio sciamanico: un sistema per incontrare gli spiriti

Ti starai chiedendo a questo punto, come si fa ad entrare in contatto con gli spiriti. Attraverso la tecnica del viaggio sciamanico è possibile scendere in uno stato non ordinario di coscienza ed incontrare così entità reali con le quali interagire direttamente. In questo tipo di realtà è, però, necessario imparare il metodo per comunicare con gli spiriti, che spesso è un modo più sottile e fatto di percezioni.

L’incontro con gli spiriti può di conseguenza, e in base all’abilità dello sciamano, avvenire anche nella realtà ordinaria. Tant’è che per uno sciamano non vi è più differenza tra l’una e l’altra potendo vedere, toccare e interagire con gli spiriti come si fa nella vita quotidiana tra persone. Puoi approfondire la tecnica del viaggio sciamanico qui.

Gli spiriti delle forze della natura e gli spiriti ancestrali

Una sfera molto importante per gli sciamani è costituita dal lavoro con il mondo naturale e i suoi spiriti. Tutto ciò che è in natura è vivo e animato. Vivere in armonia con queste energie consente di attingere ad informazioni ed aumentare il proprio potere personale.

Esistono spiriti che sono presenti negli elementi naturali quali l’aria, la terra, il fuoco e l’acqua ed esistono spiriti nelle piante, nelle pietre, negli alberi e così via. Alla base di questi spiriti vi è l’energia che plasma tutta la nostra realtà. Prova a pensare che immensa fonte di conoscenza si trova all’origine del creato.

Gli spiriti animali, ad esempio, hanno consentito all’uomo che sapeva come contattarli, di aumentare le conoscenze del loro mondo e, in tempi più antichi, la sopravvivenza stessa. Ma quando pensiamo allo spirito di un colibrì, non dobbiamo soffermarci al suo essere individuale. Dobbiamo trascendere questa prima barriera conoscitiva ed arrivare alla sua energia, alla sua essenza. Quello è il suo spirito.

Ogni forza vitale deriva da uno spirito, come ogni uomo nella tradizione sciamanica è affiancato fin dalla nascita da uno spirito animale guida, che lo sosterrà nell’esistenza fisica. Qui puoi approfondire la figura dell’animale guida.

E qui una prima conclusione è d’obbligo. In considerazione di quanto vi ho raccontato fin qui, è importante trattare la natura con grande rispetto, perché animata dallo spirito.

I metodi di connessione con gli spiriti della natura sono molteplici. Il viaggio sciamanico è una di queste e rappresenta un modo ecologico e spirituale di vedere la Terra come un’entità viva e cosciente in cui tutto è correlato e connesso. Perciò la distruzione dell’ambiente non va ad impattare solo sulla natura di per sé, ma anche sugli spiriti della natura che in questo modo perdono potere.

Spiriti personali e anima dopo la morte: incontri con gli antenati

La mia prima esperienza con gli spiriti avvenne dopo la morte di mio padre. La sua anima vagava in un mondo, che possiamo definire, di transizione tra quello dei vivi e quello della luce.

Era ancora qui perché doveva assolvere un compito, aveva ancora qualcosa da dire. Così durante una cerimonia Ayahuasca in sud America ebbi questo contatto. Da lì iniziarono anni di ricerche e di approfondimento sul mondo degli spiriti. Cercai di entrare in contatto con gli sciamani che avevano dedicato buona parte della loro vita a questo lavoro e ne incontrai sia in Venezuela che in Brasile. In quelle zone, infatti, vi fu una fusione di tecniche proprie del sud America con quelle dell’Africa tribale, generando alcune delle pratiche più potenti per entrare in contatto e comunicare con gli spiriti.

Le mie ricerche successive si focalizzarono anche su come contattare e dialogare con questi spiriti senza assumere delle piante sacre. Scoprii molte potenzialità che il suono, il canto, la danza, il digiuno e la ricerca della visione hanno di aprire alcune porte nella mente e che ora costituiscono il fulcro dei miei insegnamenti.

Quando si parla di contatto con gli spiriti è facile spaventarsi ed aver paura di perdere la ragione. Gli spiriti dei defunti possono intervenire ancora nella vita dei vivi per dare delle informazioni facendosi intermediari di messaggi di luce. Non tutti i defunti hanno la capacità di connettersi con i vivi e questo dipende dal tipo di vita che hanno avuto e dai loro compiti in qualità di anime.

Gli antenati hanno personalità differenti, possono essere benevoli o più difficili, tranquilli o iracondi. Sono divenuti invisibili a livello fisico ma la loro vita, si può dire che continui in modo anche più intenso dopo la morte fisica.

A volte possono entrare nella vita dei vivi anche senza riti particolari, senza essere richiamati, proprio per la loro volontà di comunicare.

Uno dei lavori che lo sciamano fa con questi spiriti è quello dello psicopompo. In questa pratica ci si occupa di condurre le anime erranti che non riescono a raggiungere il mondo della luce ed aiutarle in questo passaggio. Possono essere anime ancora legate al mondo dei vivi o che non sono ancora pienamente consapevoli di averlo lasciato.

Come fa lo sciamano a fare questo? Attraverso il viaggio sciamanico e con la pratica di quest’ultimo, si conoscono anche le vie che conducono all’aldilà diventando poi in grado di aiutare questi spiriti o coloro che si stanno avviando alla morte fisica.

Possessione: ospitare uno spirito nel corpo

Nel centro e sud America lo sciamano viene spesso confuso con il medium ovvero colui che è in grado di ospitare uno spirito nel corpo.

La possessione vera e propria si può sperimentare in livelli progressivi di profondità, in uno stato di trance. Lo spirito invocato scende così nel corpo fino a prenderne possesso. La coscienza dell’ospitante può, in certi casi, arrivare a mettersi da parte lasciando ancora più spazio di movimento allo spirito. Coloro che ospitano uno o più spiriti possono, in questo stato di trance, parlare altre lingue, cambiare tono di voce e perfino la fisionomia. Fino a non ricordare nulla dell’esperienza vissuta una volta che essa è terminata.

La possessione può seguire una chiamata, come nel caso che vi ho appena descritto, oppure essere inconsapevole. Questo secondo caso accade quando le persone subiscono uno shock emotivo e si trovano in un momento di seria difficoltà. Le entità possono farsi spazio dentro di esse e non sempre aiutano la persona posseduta. Possono far emergere un talento, nel caso positivo, ma possono anche iniziare ad attrarre situazioni spiacevoli per nutrirsi di esse a discapito della persona che le sta ospitando.

Ora ti starai chiedendo se la possessione è pericolosa. Non si può dire che non lo sia. Ma quando si conoscono le tecniche, lo si fa accompagnati da persone esperte e soprattutto il nostro intento è benefico allora si può utilizzare anche questa pratica.

Le presenze che possono entrare in un corpo possono essere di altri mondi ed altri esseri. Queste sanno usare la loro energia per prendere possesso di un corpo e, partendo dal presupposto che l’energia non si distrugge ma si modifica o si sposta, quando si estrae una presenza da un corpo è necessario sapere dove metterla.

Io utilizzo la tecnica di donare questa energia agli elementi in modo tale che venga trasformata in qualcosa di diverso. La terra, in questo caso, ha il potere più grande di trasformazione dell’energia.

Come vi ho già raccontato in questo articolo che non esistono spiriti buoni o cattivi, l’estrazione di un’energia da una persona porta alla trasformazione di quest’ultima in natura.

Nel mio percorso sciamanico, l’esperienza con gli spiriti è una di quelle più forti che abbia provato. Trovarsi faccia a faccia con uno spirito mi ha fatto comprendere di più come vi siano infiniti mondi e come questi siano fortemente interconnessi l’uno con l’altro.

La “velacion de cura”: una delle tecniche di estrazione di presenze dal corpo fisico

La “velacion de cura” è una delle tecniche più interessanti che ho appreso nel lavoro sciamanico con gli spiriti. I suoi elementi fondamentali sono un cerchio magico di candele, simboli di potere e di protezione, il richiamo degli spiriti attraverso offerte a loro gradite. Queste ultime possono essere fiori, dolciumi, alcool, frutta a seconda delle richieste dello spirito. Al centro del cerchio giace la persona o le persone dalle quali si estrarranno le presenze.

Come raccontavo prima, la mia esperienza nello sciamanesimo mi ha portato a consapevolizzare sempre più l’insegnamento fondamentale che gli spiriti non si combattono. Con gli spiriti si stringono accordi affinché lascino il corpo posseduto per andare in un luogo migliore per loro.

So che questo argomento può aver creato numerosi interrogativi nella tua mente, ma se ti fermi a pensare che il pianeta Terra sul quale cammini è un puntino nell’universo che ruota attorno ad una stella chiamata sole, ma anche che nell’universo ci sono milioni di stelle e di galassie, non puoi continuare a credere di essere il solo a popolarle. Vi sono energie più grandi e più forti, ma soprattutto più sagge che contribuiscono a tessere le fila della realtà che viviamo e non solo questa.

“Che la luce primordiale della Vita possa illuminare sempre il tuo cammino. Aho!”

prem Antonino

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