Oggi parlare di attacco di panico e depressione è vergogna!

Diciamoci la verità. Molte persone si vergognano di parlare dei loro attacchi di panico e spesso non si rendono nemmeno conto di vivere in uno stato depressivo.

Io stesso mi vergognavo. Lo ammetto.

Sono un uomo, di origine Calabrese e pensa non potevo né piangere né essere mai debole.

Per cui prima di avere il coraggio di chiedere aiuto, ho dovuto fare un bel percorso! 

Te lo racconto in questo articolo.

Prima però voglio dire a te (e se potessi a tutto il mondo): Ehi, ragazzi, ricordiamoci che siamo qui per evolvere!”

Purtroppo ci dimentichiamo lo scopo del nostro esistere su questo Pianeta, eppure è semplice! 

Siamo qui per portare avanti il nostro disegno divino, il capitolo delle storie delle nostre vite che abbiamo scelto di vivere in questa dimensione in questo momento specifico. 

Disallineamento e attacco di panico

Entriamo in questo mondo per sperimentare ciò che il nostro percorso evolutivo ha bisogno di provare e poi andiamo fuori strada e non seguiamo più quel disegno che volevamo sperimentare in questa vita. Anzi, addirittura rinneghiamo la nostra vera essenza  in modo tale che rinunciamo a voler essere felici, persino a voler incontrare il vero amore!

Ti sei adattato anche tu al classico stereotipo della società? 

L’hanno insegnato anche a te, immagino, il classico cresci, studia, trova un lavoro, ti sposi, fai una famiglia e quando vai in pensione e se sei bravo ti aspetta il paradiso, qua è meglio soffrire perché sennò altrimenti il paradiso non l’avrai.

Ed ecco perché, non importa quanti anni hai, ma quando sei disallineato arriva l’attacco di panico!

L’attacco di panico è stato il pretesto per guarire la mia vita

Ho vissuto sulla mia pelle il duro dramma dell’attacco di panico.

Ho vissuto per anni in questo stato dell’essere di caos, di confusione totale, di depressione.

Poi ne ho capito il messaggio: riuscire a trovare un nuovo me, uscendo fuori dalle paure e dalle insicurezze! E sono qui a dirti che anche tu ce la puoi fare, e sono qui per te!

Il covid_19 non ha generato solo tragedia e panico, ma anche consapevolezza

Questo covid_19 è una potente richiesta della vita che ci implora di cambiare!

Pensa alla situazione lavorativa che è drammaticamente per molti cambiata a causa del virus. 

Ebbene che sia cambiamento gente!

Per la paura di cambiare l’uomo fino ad ora ha accettato cose improponibili, come lavorare in aziende che inquinano non solo l’ambiente, ma mettono a rischio la salute degli stessi operai e delle loro famiglie. 

I poteri forti ci hanno chiesto di scegliere tra il lavoro e la salute. Che cosa è stato più importante per l’essere umano? Il lavoro. Incredibile vero?

Sai perché? 

Perché non avere lavoro significa morire, per la nostra mente. 

Siamo strani davvero, ci causiamo stress e malattie per lavorare in un’azienda che ci fa ammalare per poi spendere questi soldi per curarci.

Adesso basta, non sei d’accordo?

La pandemia ha portato una tragedia che non possiamo più ignorare. 

Dobbiamo avere il coraggio per affermare che sì è importante lavorare, ma trasformiamo queste modalità tossiche, evolviamoci!

La natura stessa ci osserva e credo proprio che si è stancata del nostro continuare ad alimentare questi disastri.

È arrivato il momento che la vita ci chiede di lasciare andare le nostre paure e fare delle scelte giuste per l’umanità ed il nostro pianeta Terra.

Quasi tutte le persone del mondo industrializzato soffrono di attacchi di panico e depressione

La depressione è uno stato dell’essere dove l’attacco di panico è una sua manifestazione più grande.

La depressione può avere diversi livelli di manifestazione, da quella latente a quei casi dove è così forte che le persone non riescono a relazionarsi più normalmente con gli altri, e si congela la loro esistenza.

Ci hai fatto caso che praticamente tutti noi Occidentali siamo stressati e depressi? 

A chi non è mai capitato un attacco di panico?

Il punto di vista dei nativi sulla depressione

Quando raccontavo ai nativi come noi nelle città ci comportiamo di fronte all’attacco di panico e alla depressione, davvero non mi capivano. 

Gli dicevo che quando abbiamo dei problemi nella mente, andiamo all’ospedale e prendiamo dei farmaci per poi cercare di tornare a vivere nel modo migliore possibile.

Loro non vedono l’attacco di panico come una malattia, piuttosto come un’opportunità. 

Tra i nativi quando una persona comincia ad avere delle manifestazioni strane, tipo racconta di vedere cose, sentire voci o presenze, loro capiscono che sta avvenendo un momento magico per quella persona, dove può manifestare nuovi talenti per lui e per tutta la comunità. 

C’è il saggio, o lo Sciamano che lo supporta e tutta la tribù lo supporta cucinando per lui e standogli vicino, uno alla volta. L’isolamento in quel caso è per dare la possibilità a quella persona di avere tempo di imparare. Infatti capita che stando da soli imparano a leggere i segnali della natura, a viaggiare nei mondi invisibili dell’anima o guarire le persone. 

La differenza tra noi è loro sta nel modo di vedere la vita, mentre il nostro modus operandi tipico della vita industriale è molto mentale, per loro invece è istintivo e la natura si manifesta loro in modo diretto, guidandoli direttamente.

Ancora, se ci ricordassimo che siamo qui per evolvere, per sperimentare nel corpo fisico delle esperienze e quindi per fare un salto evolutivo potremmo comprendere meglio anche la depressione e le malattie mentali, cosa che non riusciamo a comprendere solo ad un livello esclusivamente mentale, esiste un livello più profondo, spirituale dietro ad ogni situazione.

Segnali premonitori

Normalmente l’attacco di panico non arriva subito, avendolo vissuto pesantemente sulla mia pelle, confermo che la vita ci dà prima dei segnali premonitori. 

Magari una persona ci dice qualcosa, vediamo qualcuno che soffre di attacchi di panico ma non capiamo, ci arrivano dei libri o degli articoli, ci appaiono delle cose su internet, oppure arrivano sintomi che sottovalutiamo. come mal di testa, torcicollo continuo, fatica a respirare, fitte al cuore.

Mediante questi segnali sottili è già la nostra anima che ci sta comunicando: rimettiti in pista, rimettiti in pista, rimettiti in pista! Guarda che stai andando completamente fuori strada!

Ma noi continuiamo imperterriti, seguendo il tram tram e la spinta del Dragone del Denaro che è potentissima.

Ho scoperto che veramente fanno a gara insieme al Dragone della Morte, uno alimenta l’altro, perché quando non hai denaro, mentre alcune persone riescono ad adattarsi e poi trovare risorse, per la maggior parte invece è un po’ come morire. E poi cosa succede? 

La paura della morte fa sì che alcune persone vanno in panico, si congelano e non riescono ad attirare denaro!

Ecco, l’ansia è il segnale che viene prima dell’attacco di panico, questa preoccupazione mentale e le forme mentali che si alimentano sono il segnale che qualcosa non sta andando più bene nella tua vita. Anche se all’apparenza sembra tutto andare bene, in realtà le cose iniziano a non funzionare più. 

E quando ti arriva il primo attacco di panico ti prende alla sprovvista. Perché la nostra mente, che ricordiamoci vuole sempre avere il controllo della situazione, non sa dove aggrapparsi. 

Il potere della preghiera

Una volta quando pregavo chiedevo cose tipo vorrei più soldi per fare questa cosa, o più salute per fare quest’altra, vorrei più pace nel Mondo… 

Poi ho capito che non era una cosa utile per la mia evoluzione. 

Sapete quando ho fatto lo switch? 

Quando ho cominciato a chiedere alle mie guide, a tutte le energie dell’universo che arrivasse la cosa più giusta per la mia evoluzione! 

Certo dopo devi gestirlo. 

Ma ti assicuro che qualsiasi cosa ci arriva nella vita, ci arriva perché siamo pronti ad affrontarlo. Magari non ci crediamo, ma in realtà siamo pronti ad affrontarlo!

Comprendere l’attacco di panico da un punto di vista Sciamanico 

Spesso non puoi capire le cose né da un punto di vista mentale né energetico, ma puoi capirle a livello spirituale. 

La depressione è un terribile nemico silenzioso. 

Tante persone arrivano ad un punto di quasi non ritorno poi cosa fanno? Riducono così tanto la loro zona di comfort (che li fa sentire sicuri), per cercare di relazionarsi, avere qualche amico e trovare un lavoro. In realtà non sono guarite, perché è uno spazio ristretto di esistenza e la causa che li ha portati a quella situazione è stata risolta solo a livello mentale, ma non a livello energetico e nè tantomeno spirituale.

Avevo 28 anni

E stavo vivendo il periodo più bello della mia vita!

Ero in un’isola stupenda del sud del Brasile, Florianopolis, un posto fantastico con spiagge mozzafiato, surfisti e tutto quello che di bello puoi immaginare, e oltretutto ero ospite in un Hotel di un’amica in una suite meravigliosa che si affacciava sul mare. 

Mi sentivo più potente che mai, veramente invincibile, infallibile, immortale (forse più egocentrico che mai). Stavo vivendo come volevo e avevo tutto ciò che desideravo! 

Pensa che dicevo a tutti che avevo trovato il mio centro, che non avevo paura di nulla, nemmeno della morte!

Così mi rivedo lì in balcone davanti al mare, accanto a me una vasca jacuzzi e non ricordo come, ma per caso presi in mano “Il Libro Tibetano dei Morti”... (eh eh eh)

È stato interessante perché dopo dieci pagine, così di colpo ho iniziato a sentire il battito cardiaco aumentare, la sudorazione fredda arrivare, la gola stringersi soffocando il respiro, con la conseguente sensazione che stavo per svenire. 

Ovvio che mi sono spaventato perché non c’era un’associazione a quel malessere, non avevo bevuto, non mi ero sballato, non avevo fatto niente di strano, ero lì seduto tranquillo, a leggere un libro. La mente non trova una motivazione a questi malesseri…

E allora cosa ho fatto?

Ho cercato di sviare l’attenzione su quel malessere/problema. Mi sono messo a cucinare, a riordinare la camera e così quella sensazione senza neanche rendermi conto lentamente passò.

Siccome poi ero testardo e cocciuto e non mi piaceva che avessi dovuto smettere di leggere perché mi ero sentito debole e, oltretutto, privato della mia libertà di fare quello che volevo fare, mi rimisi a leggere quel libro.

Dopo neanche due o tre righe… Boom! Mi risale quest’ansia a mille e stavo veramente male! 

Il primo attacco di panico della mia vita si faceva largo con potenza. Ed ero nel terrore

La mente ti porta subito a dire: “Oddio ma cosa succede? Adesso muoio!”

Io che non avevo mai chiesto aiuto a nessuno, non mi ero mai sentito così debole, fragile e indifeso, mi vergognavo a chiamare la mia amica che non solo mi stava ospitando, ma mi piaceva anche molto.

Avrei voluto chiamare l’ambulanza, sentivo che stavo per morire, o almeno così credevo in quel momento. Ero in panne a tal punto che non sapevo più gestire la situazione e ormai arrivata al picco della sopportazione, la mente per proteggermi staccò la spina e svenni. 

Mi ricordo che mi sono svegliato la mattina dopo tutto accartocciato e poi mi sono ricordato di quella paura e sono rientrato in essa, l’ho risentita quella difficoltà di nuovo. 

Ormai l’attacco di panico era entrato dentro di me, come la voce in sottofondo di un nemico invisibile.

Torno a casa, ma volevo scendere dall’aereo

L’attacco di panico non accade senza una ragione profonda.

Ricorda che questo non è una malattia, un virus….è uno stato dell’essere che porta a far reagire in modo impazzato la macchina biologica.

Vedi stavo vivendo il periodo più bello della mia vita eppure stavo veramente sbagliando strada, sapevo dentro di me qual era il mio obiettivo di vita, ma la stavo prendendo alla larga come si suol dire.

E mi stavo adagiando su questa onda di perdermi dietro alle donne, alla sessualità a viaggiare per il mondo senza una meta precisa un obiettivo, con la scusa di conoscere me stesso, in realtà, stavo perdendo me stesso! 

Tu cosa stai perdendo, quanto ti sta costando questo malessere dell’anima?

E lì dopo tantissimi anni ho sentito il bisogno di ritornare a casa. Mi ricordo che inventando delle scuse alla mia amica decisi di prendere l’aereo.

Bene, ti dico solo che il primo aereo l’avevo preso a 19 per andare in Thailandia, poi in India, Australia, Stati Uniti, Africa, Europa,  ed ero uno di quelli che se la rideva quando vedeva qualcuno che aveva paura delle turbolenze o dei vuoti d’aria, a me piacevano, mi davano quel picco di adrenalina nella pancia!

Salito sull’aereo per tornare in Italia, ad un certo punto, eravamo a 10.000 metri di quota e noto dei movimenti strani nelle hostess e comincio ad allarmarmi. Strano, penso ciel sereno, nessuna nuvola! Neanche a leggere i miei pensieri, il comandante dice che stiamo per affrontare una perturbazione a ciel sereno…

Ok, adesso l’aereo cade, mi sono detto, non c’è un altro motivo, non ce lo vogliono dire ma c’è stata un’avarizia nel motore, sicuro!

Volevo scendere! E sono impazzito a tal punto che ho fatto tutto il viaggio con una hostess seduta accanto ed un omone dall’altro lato che mi gestiva quando c’erano i vuoti d’aria e mi prendeva l’attacco forte.

Mi diedero una pastiglia che presi ma ogni volta che l’aereo ballava mi aggrappavo ai braccioli dell’aereo, li ho praticamente distrutti!

Mi ci sono voluti 2-3 anni per superare la paura di prendere l’aereo. Lo prendevo, ma ogni volta che c’era il vuoto o una piccola turbolenza adesso ero io il debole!

Volevo suicidarmi 

Tornato a casa è iniziato il mio calvario perché anche il mio mentale si è iniziato ad indebolire. Quando soffri di attacchi di panico il pensiero è sempre là in agguato per capire dov’è il pericolo che ti farà morire.

Perché ormai sei convinto che dovrai morire. 

Queste sensazioni che hai continue di ansia, di attacchi di panico che ti portano al terrore e a relazionarti con la morte in modo così violento, sul mentale hanno questo effetto di congelarti a tal punto che non hai più voglia di fare niente. 

Ho fatto finta di fronte alla mia famiglia di stare bene e mi sono trovato un appartamento in centro a Torino, ma non chiedendo aiuto non stavo bene, specialmente fisicamente, tanto che mi sono auto ricoverato in ospedale per tre volte. 

Ero tornato in italia avevo trovato un lavoro ma non riuscivo a lavorare a stare con i miei amici, con la mia compagna.

Attraverso l’attacco di panico puoi creare l’idea della morte. 

Per cui la mia mente ha iniziato a stringere la mia zona di comfort il più possibile, tanto che avevo paura di tutto, dell’ascensore, della macchina, non riuscivo neanche a guidare, avevo smesso di fare qualsiasi cosa.

L’opportunità dietro l’agonia della depressione

In realtà dietro a tutto questo c’era una grande opportunità per me. 

La vita voleva farmi vedere che amavo così tanto la vita tanto che mi ero creato l’illusione di aver superato la paura della morte, non avevo mai osservato la morte con quella forza là, vivendola con quelle sensazioni forti. 

Un buddista psicopatico

La depressione si riconosce da un punto di vista emotivo perché non riesci più neanche ad amare te stesso, ti connetti tantissimo con il bambino interiore, diventi proprio un bambino pensi solo alle cose essenziali, mangiare, dormire.

Fisicamente invece i depressi si riconoscono perché sono sempre curvi in avanti con il petto chiuso, sintomo che la paura ti ha fatto chiudere alla vita.

Sul piano energetico, se potessi vedere i corpi energetici delle persone in depressione li riconosci perché l’aura energetica è molto sottile, l’energia della kundalini è come se si congela. Non arriva più l’energia nel tuo corpo in modo corretto.

Dal punto di vista spirituale Sciamanico invece la depressione è sinonimo di un disallineamento tra quello che sei venuto a fare sul pianeta terra e dunque continuare il tuo processo evolutivo e quello che la tua mente vuole.

L’attacco di panico ti riporta ad osservare la tua esistenza, lo stress alla radice dell’ansia e della depressione viene perché non stai vivendo la vita che vorresti.

Come Sciamano oggi supporto le persone ad osservare questo disallineamento e a riportare l’allineamento nelle loro vite. 

Ritornando alla mia storia, all’epoca non c’era modo di uscirne fuori. Dal brasile fino a quando mi sono rinchiuso in casa, avevo provato di tutto e non aveva funzionato nulla, neanche lo psicologo (ero più preparato di loro) ho tentato persino il suicidio. 

Mi sono sentito perso e perso per perso, a me che piaceva la vita, non volevo vivere così. Sono andato da solo in ospedale e mi hanno preso per i capelli.

Lì però mi è scattato qualcosa, perché vedevo gli ammalati lì ho chiesto alla vita di aiutarmi, se volevo uscire dovevo farmi aiutare. 

Mi sono detto ma che cavolo sto facendo!

Ho iniziato a fare una ricapitolazione della mia vita. 

Così dopo due tre giorni che sono uscito dall’ospedale sono sceso per andare a comprare del pane e proprio lì vicino c’era un erboristeria e sulla porta c’era scritto si effettuano delle sessioni individuali di shiatsu.

Ho sentito un richiamo e mi ha accolto il commesso, gli ho raccontato la mia situazione dicendogli che avevo bisogno di aiuto e che ero senza soldi. 

Ti dico che mi ero rasato i capelli, le sopracciglia, sembravo un buddista psicopatico, la classica persona depressa che tutti scansano, che fa paura perché ha quell’energia pesante addosso, no?

Lui, invece, in modo molto gentile ed accogliente mi mise in contatto con la ragazza che praticava shiatsu e dall’incontro con lei è iniziata la mia rinascita!

Grazie a questa ragazza sono entrato in contatto con il mondo di Osho e lì ho trovato un terapeuta veramente in gamba che mi ha fatto fare un lavoro molto particolare. 

Mi ha riportato a vivere tutte le paure contemporaneamente in un colpo solo e poi mi ha portato fuori di nuovo da quelle paure per farmi capire come era la mia mente che creava il tutto e io dovevo iniziare ad ascoltare i messaggi della mia anima. 

Ero di fronte ad ottanta persone e il terapeuta mi chiese di raccontare la mia storia. 

Ho dovuto affrontare il senso di essere debole di fronte agli altri, di sentirmi rifiutato, di dover dimostrare sempre qualcosa che ero un uomo. 

Di fronte alla sua richiesta di raccontarmi agli altri, mi sono sentito accolto da lui come un padre e anche da una forza, qualcosa di più grande, e alla fine del mio racconto piansi di liberazione e così che tutti si alzarono ad abbracciarmi. Da quel momento era iniziata la mia guarigione.

La mia missione a servizio dell’umanità

La conclusione del mio percorso di comprensione della mia depressione è stato in Perù con la prima cerimonia dell’Ayahuasca dove mi arrivò il messaggio: questa è la tua strada devi riprendere in mano queste conoscenze che già hai ma che ti sei dimenticato, devi riportare la guarigione prima in te e poi agli altri, attraverso le tue esperienze. Ne hai avute di forti e ne avrai ancora di forti proprio per permetterti di capire gli altri meglio di molte persone.

Ad un certo punto ho capito che se mi abbandonavo a quei pensieri di paura essi si calmavano, e ho potuto rivedere la mia esistenza con umiltà rispettando il tempo degli altri e facendo ogni cosa con amore. 

Questa storia mi ha portato qui ed è stata una storia difficile in uno dei momenti più belli della mia vita, ma è stato utile.

Cosa fare quando arriva l’attacco di panico?

Ecco alcune tecniche per te

Quando sentiamo che sta per arrivare l’attacco di panico la prima cosa è il controllo della respirazione. Perché il respiro è la cosa più importante che abbiamo.

Consiglio l’espirazione delle 4 fasi (inspiro – stop – espirazione – stop) gli stop devono durare almeno 8 secondi, così  mandi un messaggio alla tua mente: guarda che non c’è nessun tipo di pericolo, devi stare sereno, non c’è nessun motivo per cui devi stringere i tuoi muscoli pettorali a far si che non riesci a respirare.

Oppure muovere il corpo, ballare. 

Un’altro metodo che funziona molto bene anche con i bambini è farli guardare in alto mentre piangono, se ci pensi quando sei felice guardi in alto, giusto? Allora prova a piangere se guardi in alto, non ci riuscirai!

Fai finta di ridere, ridi. Se sei depresso non guardare quelle cose che generano paura, frequenta persone che stanno bene e che ti ispirano a trovare quella forza di vivere. Film motivanti, documentari motivanti che parlano di gioia, bellezza e trasformazioni.

Radicati nel suolo. Vai in montagna o in spiaggia, scava delle buche, toglieti scarpe e calzini, mettici i piedi dentro e fai l’albero! Chiedi agli alberi o al sole di aiutarti di darti energia e forza per superare questo momento.

Camminate scalzi e ritornate il più possibile all’interno della natura. Spesso c’è questa sconnessione perché le persone perdono i loro ritmi naturali, lavorano troppo e mangiano e dormono male.

Usate e ascoltate delle frequenze benefiche. 

Tuttavia, la soluzione più grande all’attacco di panico è abbandonarsi ad esso ed accoglierlo.

Accogli e lascia andare, abbandonati non accadrà nient’altro che la guarigione della tua anima!

Abbi fiducia che le cose possono cambiare se capisci che dobbiamo accogliere qualcosa nella nostra vita e fare un lavoro su noi stessi.

Due percorsi con me

Uno è un percorso di trasformazione gratuito dove sei invitato a partecipare al gruppo chiuso Il Potere di Trasformare la Tua Vita. é un luogo Sacro utile per familiarizzare con i concetti sciamanici, relazionarti con persone che come te vogliono cambiare la propria vita e conoscersi anche da un punto di vista spirituale. Ci sono pratiche da svolgere e sarai seguito da me con contenuti e dirette esclusive. Per iscriversi, clicca qui.

L’altro è un percorso diretto con me di 8 Settimane, un investimento che fai sulla tua vita per uscire dal caos mentale, dalle dipendenze e dal dolore emotivo in cui ti trovi mediante un percorso efficace e conciso. Per intraprendere un percorso insieme prima ti chiedo di prenotare la tua Chiamata Gratuita e vedere se siamo pronti a lavorare insieme, clicca qui.

Spero che questo articolo e il racconto della mia esperienza possa averti dato fiducia e il messaggio che è possibile uscire dalla depressione e vedere l’attacco di panico come un’opportunità per evolverti nel flusso armonico della vita! 

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“Che la luce primordiale della Vita possa illuminare sempre il tuo cammino. Aho!”

prem Antonino

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