I Dragoni sono le dinamiche umane, le dinamiche che si attivano in conseguenza a un input esterno. Ci sono i dragoni principali, e secondari, che dipendono appunto dai primi.

Li ho chiamati Dragoni perché sono forti, a volte rabbiosi, sembra che sputano fuoco dalla nostra testa.

I Dragoni più conosciuti sono quelli della paura della morte, dell’invidia, della gelosia e del denaro.

Oggi ti parlo del Dragone dell’Attaccamento, che nasce dal bisogno delle persone di sentire che qualcosa è proprio, che si tratti di una persona, di un oggetto, un’idea o un progetto.

Che cos’è il Dragone dell’Attaccamento?

Nella maggior parte dei casi si manifesta nei confronti di cose o persone, infatti spesso nella comunicazione usiamo dire: “la mia compagna, mio figlio, mio fratello, mia madre” come se in realtà queste persone fossero di nostra proprietà (e non lo sono).

Ti è mai capitato di farlo? Io ho usato questo modo per molto tempo tanto da pensare che i miei amici fossero davvero miei così come le mie compagne. Assurdo vero?

La comunicazione corretta, invece,  consisterebbe nell’indicare la persona come un’entità esterna a noi con la quale ci relazioniamo, e non di nostro possesso.

Ma l’uso comune dei termini, costruito in questo modo per facilitare la comunicazione stessa, ha inviato un messaggio errato alla nostra mente inducendola a credere che, dove c’è un aggettivo possessivo, la cosa diventi nostra e in quanto tale nessuno debba togliercela.

Infatti quando si crea un grandissimo attaccamento a una persona, per esempio nelle relazioni tra uomo e donna, in prevalenza l’uomo verso la donna,  ha proprio la visione della compagna come di sua proprietà e, nei casi estremi, per paura di perderla può arrivare a eliminarla, per un’errata percezione, del tipo: “Se non è mia, non deve essere di nessun’altro”.

E guarda che per quanto ti possa sembrare assurdo tutto questo, la mente umana agisce in modo automatico a questi stimoli e quando l’energia mentale supera un certo limite non si riesce più a controllare, anzi, è come se si perdesse il controllo del nostro organo principale. Per esperienza di tanti anni di counseling sciamanico svolto con molte persone, posso dirti che questo capita più agli uomini con una predominanza di energia maschile fuori equilibrio, molto raramente anche nelle donne che hanno ovviamente uno squilibrio della loro energia con predominanza del maschile.

Ho notato invece che nei casi meno estremi, questo comporta anche tanta fatica a far sì che le persone si separino. Benché infatti alcune coppie non funzionino più, quando l’uomo sente che sta per perdere la sua donna va in crisi, e non perché stia perdendo l’amore verso quella persona, anzi magari la sta già tradendo con un’altra donna, ma più per il timore di perdere qualche cosa che sente di sua proprietà, e che altri potrebbero “usare” al posto suo. Interessante vero?

Quindi il Dragone dell’attaccamento ha tutte queste sfaccettature e il dragone secondario agganciato e nutrito dal possesso è quello della gelosia. Tu sei geloso?

Nel counseling faccio questa domanda e mi rispondono: no, io non sono mai stato/a gelosa. Ho sempre lasciato libero il mio compagno/a.

Poi, durante il percorso scoprono che lo sono anche loro.

Per esempio, ci sono persone che sono talmente legate alla propria automobile che non la presterebbero a nessuno, come fosse la loro donna, o una parte di sé, e si arrabbierebbero vedendo qualcun altro alla guida.

Ci sono poi coloro che vedendo la propria compagna parlare con un altro uomo, nonostante stia solo conversando, permettono al dragone dell’attaccamento di innescare il dragone della gelosia, attivando in seguito molti altri processi.

Sei pronto a scoprire se il Dragone dell’Attaccamento è attivo in te?

Per farlo devi tendergli un agguato. E una tecnica potente, dell’agguato sciamanico al Dragone, è l’auto osservazione di te stesso. Il fastidio è il segnale della presenza dei dragoni.

Se ti infastidisci quando la tua donna parla con un altro uomo, se ti infastidisci quando qualcuno chiede la tua automobile e non riesci a prestarla, se ti infastidisci quando ti chiedono un libro in prestito, se ti infastidisci quando parlano male della tua squadra di calcio o partito, e ti arrabbi, allora ciascuna di queste reazioni sono il segnale, che il dragone dell’attaccamento è presente in te.

In questo modo lo avrai identificato. E sapere che vive con te è già un grande passo in avanti per poterlo controllare. I Dragoni non si affrontano come in battaglia, ci si allea, si trovano compromessi, ma saranno sempre con noi, solo che non si attiveranno come un tempo permettendoci di essere più “leggeri” nel vivere la vita e nel fare delle scelte.

L’attaccamento può essere anche legato al nostro corpo, a un’immagine che abbiamo rispetto al nostro fisico. Spesso è il nostro aspetto giovanile che cerchiamo di portarci dietro tutta la vita senza mai accettare il suo cambiamento, come avessimo paura di perderlo. Anche questo segnale indica la presenza del Dragone in oggetto nella nostra vita.

Scoprire la presenza dei Dragoni in noi può essere un processo individuale, come ti ho mostrato, tuttavia guidato risulta più facile, perché osservare le cose dall’esterno è più facile rispetto a quando sei tu stesso l’oggetto dell’osservazione.

Come si può controllare e gestire questo tipo di Dragone?

Iniziando a fare tutte quelle cose che non riusciamo a fare riguardo all’attaccamento.

Io la chiamo la Regola del contrario.

Per quanto riguarda le persone, occorre smettere di considerarle oggetti, per quanto riguarda gli oggetti, occorre smettere di considerarli per sempre nostri. Sapendo che anche loro hanno un ruolo e una funzione che poi ad un certo punto finisce, non è più utile. E lasciare andare anche un oggetto ci rende davvero liberi e libera anche le nostre case e ripostigli che ti assicuro ti ringrazieranno.

Infatti noi nasciamo nudi e moriamo nudi, non portiamo nulla con noi, e questo attaccamento morboso agli oggetti, in quest’ottica diventa davvero piccolo.

Torniamo a noi. Allora cosa posso fare?

Se hai difficoltà a prestare la  macchina, la dai, e osservi quel fastidio che nasce dalla tua azione, lasciando andare quella pesantezza con un bel respiro e un sorriso.

Se sei geloso, chiedi alla tua compagna di uscire da sola. Potrai osservare che sarà più facile quando uscirà con le sue amiche e molto meno se ti chiederà di uscire con un suo ex. Ma qui entriamo nell’ambito della fiducia che tratteremo più avanti ma voglio darti subito un consiglio: se non ti fidi della persona con la quale sei in relazione è già un segnale che non sei in amore. Non in quello vero, puro e incondizionato. Forse hai scelto la persona più per un bisogno. Osservati ma senza giudizio. Siamo qui per camminare nel sentiero dell’esistenza e sbagliare a me piace molto. Significa che stiamo facendo qualcosa… 😉 insieme!

Se hai difficoltà a far stare le persone in casa tua e a ospitarle, puoi cominciare ad invitare amici e parenti, facendogli usare la tua casa in piena libertà.

Se sei attaccato alla tua libreria e tieni i libri come fossero cimeli, ti consiglio di iniziare a prestarli, o a farli utilizzare ai tuoi ospiti o ai tuoi figli lasciando che te li possano anche rovinare un pò. Anche avere sempre tutto nuovo e perfetto è un segnale di Attaccamento a quella condizione.

Davvero osservati! Non costa nulla e si possono apprendere molte cose di noi stessi e poter così iniziare, se vogliamo, un cambiamento.

Questo modo semplice con cui iniziare a dare meno importanza e potere a questo dragone, usando la regola dell’opposto, non deve essere applicato ad oltranza. Solo quando senti che un fastidio è davvero forte o hai delle grandi resistenze ad aprire il tuo “spazio” agli altri.

Questa tecnica sciamanica dell’agguato la uso molto su me stesso e così ho imparato ad usarla per aiutare gli altri. Nei prossimi articoli tratterò una tecnica molto potente che ti potrà essere utile per scovare più facilmente i vari Dragoni con un aiuto esterno.

Parleremo di vari Dragoni ma in questo momento mi piacerebbe sapere se tu dopo aver letto questo articolo senti di averlo trovato in te riconoscendoti in qualcosa che hai letto.

💫 Scrivi nei commenti qui sotto 👇🏻 la tua dinamica legata all’attaccamento, sarò felice di leggere cosa avrai raccontato della tua esperienza personale.

“Che la luce primordiale della Vita possa illuminare sempre il tuo cammino. Aho!”

prem Antonino

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