Tra i tanti lavori di straordinaria bellezza, che la mia lunga attività di sciamano mi ha portato a conoscere e poi a offrire, certamente ha particolare rilevanza l’accompagnamento ai morenti. Profondamente toccante, è per me sempre un’esperienza di grande emozione.

È con sentimento di amore e gratitudine quindi che desidero rendere omaggio a un’anima che ho accompagnato pochi mesi or sono, lungo i suoi ultimi giorni su questo pianeta Terra, testimoniando i momenti vissuti insieme.

 

L’incontro

Ho conosciuto Ivana, imprenditrice di successo e donna di grande carisma e rilievo in molti ambiti, anche per l’importante contributo alla cucina macrobiotica, al Ritiro di Consapevolezza Sciamanico 2017, appuntamento annuale di Love Shaman Way tra i più importanti.

Vi prendeva parte suo figlio, con il quale oltre ad avere un buon rapporto di amicizia, collaboro da tempo grazie a un sentire comune sulla vita.

In quell’occasione mi mise subito al corrente della malattia di sua madre, e del volere di lei di non curare, ricorrendo alla medicina, una forma tumorale che le avrebbe lasciato poco tempo da vivere.

Mi chiese se era possibile, di farla partecipare all’esperienza sciamanica, fiducioso che le avrebbe giovato.

Era evidente il momento di difficoltà emotiva che questa famiglia stava attraversando, e sebbene fossi consapevole dell’impegno che un carico di lavoro così intenso richiede alla mente e al fisico, acconsentii con gioia!

Un toccasana per quella donna malata, che avrebbe avuto l’occasione imperdibile di fare insieme a noi un viaggio introspettivo importante, osservando e ricercando dentro di sé le cause per cui accadono certe cose.

Teniamo conto che parliamo di una donna già in un cammino personale e spirituale, in un momento di grande sconforto per aver appreso di essere al termine dei suoi giorni terreni.

Arrivò durante il cerchio sciamanico di apertura dell’evento, il primo giorno, raccontando di sé, omettendo però della sua situazione.

Notai immediatamente la rigidità, una forma di personale intransigenza, con cui mascherava resistenze e chiusure nei confronti di un maestro-sciamano che ancora non conosceva. Fu dolce sentir sciogliere quei blocchi già nel corso delle ore successive, svelando al contrario una donna con notevole sensibilità e un grande cuore.

Nonostante le problematiche fisiche, lavorò con forza e determinazione, partecipando a molte delle attività tra cui i cerchi sciamanici, la trance dance, la danza sciamanica del cuore, saltando solamente le camminate di potere nei boschi e alcuni pasti con noi.

Era entusiasmante osservarla, vedere l’impegno e la voglia con cui si lanciava nei lavori da fare in gruppo e singolarmente.

Una donna di oltre sessant’anni, che si riconnette con la natura, facendo pace con sé stessa e il mondo.

Ricordo bene di aver percepito il suo cambiamento, la trasformazione attraverso le percezioni di energie e il movimento del suo corpo.

In un percorso, quello del ritiro sciamanico, svolto in silenzio, tutto ciò veniva trasmesso attraverso una comunicazione visiva ed energetica.

Mise cuore in tutto, anche quando costruì con le sue mani oggetti con ciò che la natura offre, arrivando a scusarsi di non avere più le forze sufficienti per creare cose ancora più belle da poterci donare.

Nella condivisione finale raccontò con gioia di non essere mai stata tanto bene, dispiaciuta di non aver potuto fare di più. Aveva la gioia dei bambini nei suoi occhi.

Fu molto toccante quando infine mi disse: “Ho conosciuto e seguito tanti maestri nella mia vita, oggi io ti riconosco come il mio maestro-sciamano” abbracciandomi a lungo, lei che i primi giorni aveva sempre evitato il contatto fisico con tutti.

In quell’abbraccio, da cuore a cuore, sentii la mia essenza fondersi alla sua, in una gratitudine reciproca traboccante. Anche io le dovevo molto, con la sua presenza, il suo coraggio, la sua forza silenziosa e il suo esempio aveva indubbiamente aiutato tutto il gruppo a superare limiti e paure con più facilità.

 

La richiesta di aiuto

Fu proprio in quel ritiro, durante un circolo di parola, che parlai dell’accompagnamento ai morenti, una delle nostre attività sciamaniche. Il figlio ne rimase colpito, e a Marzo del 2018 mi chiamò per chiedermi di accompagnare sua madre, che stava giungendo al termine del suo percorso su questa terra.

Spiegai allora che una regola fondamentale dello sciamanesimo è la richiesta di aiuto diretta dell’interessato. Non tardò a parlarne a sua madre che immediatamente si disse felice di poter fare questo cammino con me.

Senza perdere tempo pianificammo gli incontri ed ebbe inizio il nostro percorso insieme.

Durante il primo incontro si valutano le condizioni della persona per capire che tipo di lavoro energetico e fisico può reggere. Trovai una donna molto debilitata dalla malattia.

In un solo sguardo tuttavia riconobbi il legame, laddove ci eravamo lasciati solo pochi mesi prima.

Seduto di fronte le presi le mani invitandola a farmi qualche domanda, se lo desiderava.

– Come mai prem sei qui?

– È il mio lavoro, la mia missione, sono qui anche per il bene che ho per te e tuo figlio, e il forte richiamo che ho sentito. Siamo oramai connessi tu e io. Sono felice di poterti accompagnare.

Si commosse, con un abbraccio si consegnò a me per accogliere quel che avremmo fatto, un’elaborazione davvero forte, abbandonando ogni resistenza e paura.

Iniziammo con una ricapitolazione della sua vita, a partire da dove la memoria le consentì di poter tornare indietro, fino al grembo materno.

Connettendomi al suo animale guida la portai a vedere e sperimentare il luogo degli esseri di luce, nella bellezza ed espansione divina. Doveva vincere la paura della morte che la stava attanagliando.

L’accompagnai a rientrare in contatto con i suoi antenati, la sua linea ancestrale, ricordando che è là che ci riuniamo con la nostra famiglia in un’altra forma.

La sottoposi ad alcuni trattamenti Re-Sha-Ni, gli unici che potesse reggere nelle sue condizioni fisiche.

Molti dei nostri incontri si conclusero con un canto sciamanico dell’anima, cui lei si unì, in bellezza e armonia. Il suono del tamburo e le nostre due voci. Quanta bellezza.

Emozioni che ricordo con amore incondizionato e gratitudine infinita, per la fiducia e l’apertura di cuore che vidi in questa donna che così mi consegnò il racconto di una vita.

Un’esperienza di cui ringraziare la Vita per la sacralità. È sempre un lavoro di forte impatto emotivo, nonostante avessi già fatto il medesimo lavoro proprio con mio padre e il padre della mia compagna mamita Alessia e molte altre persone che si erano affidate in precedenza.

 

Il passaggio

Gli incontri furono in tutto sette.

Nel tempo la sua salute peggiorò velocemente e seppi dentro me che partendo per il mio viaggio in Perù, non l’avrei ritrovata.

All’ultimo incontro aveva la flebo di morfina, e ogni volta che riapriva gli occhi cercava il mio sguardo e le mie mani. Cantò ancora insieme a me. L’abbracciai ringraziandola, commosso le chiesi di venirmi a trovare quando avrebbe voluto e potuto.

Un grazie di cuore va a tutta la sua famiglia che sempre, per tutto il viaggio insieme, mostrò totale rispetto.

Un grazie speciale ai miei allievi Enrico e David che mi hanno accompagnato in questa bellissima esperienza con amore, gentilezza e sacralità.

 

Che la luce primordiale della Vita accompagni sempre il tuo cammino carissima Ivana. Io sarò sempre vicino a te.

Aho!

prem Antonino

Lo sciamano dell’amore

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