Eccoci qui, ormai non c’è più niente da fare! Un’altra storia buttata all’aria per un nonsoché che non ho capito da dove è saltato fuori. E sì che siamo stati insieme per 8 anni! Come abbiamo fatto? Come diavolo abbiamo fatto?

Io pensavo che lui fosse così e, invece, poi se n’è saltato fuori con questa cosa che io proprio non riesco a mandare giù. Mi manda in bestia. Quando ci siamo conosciuti non era così, faceva questo, quello e quest’altro. Ora perché è tutto finito, cambiato, mutato per sempre?

Ennesima storia, ennesima delusione, ennesimo ultimo sguardo, bacio, abbraccio o gesto di stizza. Ci allontaniamo come se fossimo finalmente di nuovo due estranei, come se non ci fossimo mai davvero incontrati.

Quante volte hai sentito, provato o parlato di una situazione di questo tipo? La fine di una storia d’amore o la fine della tua ennesima storia che pensavi fosse vero amore. Bene, voglio raccontarti un’altra storia. Una storia diversa da quelle che sei stato abituato ad ascoltare fin da piccolo, quando muovevi i primi passi e ti venivano impartite le prime “sagge” lezioni di vita.

Questo racconto è personale quanto la storia di ognuno di noi, ma non voglio più tenerlo per me affinché possa entrare come un raggio di sole nelle stanze buie ed illuminare, dare un’altra prospettiva a quello che tutti chiamiamo: amore.

Mi trovavo tra le braccia della mia adorata nonna materna, ero piccola ma ascoltavo rapita le sue parole, i suoi racconti di vita vissuta, quella che io mi apprestavo ad iniziare a comprendere. Raccontando di vita, di usi, di ciò che era giusto o sbagliato mi insegnava che la vita consisteva a grandi linee in questo: crescere, studiare, trovare un buon lavoro e un marito, fare dei figli e…la fine veniva sempre tralasciata più o meno volontariamente.

E l’amore? Cos’È l’amore?

Questo nobile sentimento spesso visto, almeno per noi bambine, in termini cavallereschi, significava trovare l’altra metà della mela, il principe azzurro, colui che ci avrebbe completato e reso felici.

Quanti di voi sono stati tratti in inganno o semplicemente hanno finito per credere a queste parole? La maggior parte, me compresa. Quanti di voi alla prima crisi di coppia hanno preferito mollare e voltarsi da un’altra parte convinti che il problema fosse generato unicamente dall’unione sbagliata di due persone troppo diverse?

E allora vi chiedo, se la vostra vita potesse essere rappresentata come una tela di un pittore, cosa farebbe parte del quadro e cosa invece ne creerebbe una meravigliosa cornice?

No, non sto impazzendo. Sto cambiando prospettiva.

E se invece di mettere al centro del quadro lo studio, il lavoro, la famiglia, ci mettessimo noi stessi?

Mia nonna non sarebbe molto d’accordo e probabilmente anche tu che stai leggendo.

Partire dal centro, ripartire da noi stessi. Amarci e onorarci tutti i giorni della nostra vita! Queste parole dovremmo indirizzarle prima a noi stessi per avere coraggio di guardarci per quello che siamo, di incontrare la luce che abbiamo dentro ma anche di osservare le zone d’ombra. I pregi e i difetti.

Identificandoci con il quadro e non più con la cornice, possiamo chiudere il cerchio delle nostre varie sfaccettature e, presentandoci all’altro, non aver bisogno di mostrare solo quello che conosciamo di noi stessi ma facendoci vedere per quello che effettivamente siamo. Pacchetto completo, pregi e difetti, all inclusive!

A quel punto però la persona che avremo davanti sarà un principe o una principessa che sta facendo esattamente quello che stiamo facendo noi. Una persona libera di amarsi e di amare, che cerca di comprendersi e di comprendere.

E così posso svelare il senso del titolo di questo mio primo racconto. Quando due persone hanno chiuso il cerchio della comprensione di sé stessi, hanno dato vita a ciò che materialmente chiamiamo fede nuziale o anello di fidanzamento. La rappresentazione concreta del mio cerchio e del tuo cerchio che si fondono in un unico simbolo di infinito, di unione sacra sulle ali dell’amore incondizionato.

L’anello, il cerchio perfetto senza inizio e senza fine. La vita che si rinnova e si fortifica nel tempo. La continuità e l’eterno ritorno.

Da dove iniziare per essere felici? Da noi stessi.

Cercate la felicità, ce l’avete, ce l’abbiamo perché l’hanno data a tutti noi. Ce l’hanno data in dono quando eravamo piccoli ed era un regalo così bello che l’abbiamo nascosto come fanno i cani con l’osso quando lo nascondono. E molti l’hanno nascosto così bene che non si ricordano dove l’hanno messo. Guardate in tutti i ripostigli, gli scaffali, gli scomparti della vostra anima. Buttate tutto all’aria! Vedrete che esce fuori. C’è la felicità! E anche se lei qualche volta si dimentica di noi, noi non ci dobbiamo mai dimenticare di lei fino all’ultimo giorno della nostra vita. (Cit. R. Benigni)

Non perdere il prossimo articolo. Racconterò la mia storia di vero amore.

“Amore, luce e gioia infinita.”

mama Alessia

la sciamana che danza col Fuoco

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